relatore il dott. Paolo Magri
Direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale
Il Centro Studi è impegnato, da tempo, ad approfondire lo studio dei temi relativi:
- agli eventi epocali che caratterizzano gli Stati del Nord Africa, Medio Oriente ed Asiatici, cercando di approfondire eziologie e ricadute delle ribellioni armate in atto, reazioni conseguente a uno stato di esasperata soggezione a regimi politici corrotti retti da vecchi dittatori incapaci di rispondere adeguatamente alle istanze alimentari e di democrazia sostenute da un’alta percentuale di giovani acculturati, ma disoccupati;
- al graduale, difficile processo storico d’instaurazione di un nuovo ordine sociale o politico di questi Stati e, forzatamente, d’integrazione o contrapposizione, per il sopravvento del fondamentalismo islamico, con gli Stati dell’Unione Europea, mai così disgregati perché impegnati a perseguire interessi nazionalistici;
- al fatto che anche la Siria sia diventata teatro di manifestazioni e scontri, uccisioni e movimenti per la libertà. Sono migliaia i morti ufficiali sino ad oggi, e la lista è destinata ad aumentare perché si spara dagli elicotteri e con l’artiglieria contro i ribelli. Il regime di Bashar al-Assad, catalogato dagli USA tra gli “Stati Canaglia” in quanto estremamente determinato nella politica anti-USA e anti-Israele, è risoluto a soffocare nel sangue ogni forma di contestazione. Proprio come il comportamento della Libia, ma, contrariamente alla Libia, i Paesi occidentali più attivi: USA, Francia, Inghilterra, si sono limitate alla semplice condanna, scontata e doverosa, senza porsi il problema di un eventuale intervento innescato, invece, nei confronti di quest’ultima, disorganicamente e senza ponderata analisi dei rischi, che ha creato la drammatica situazione che, dopo oltre tre mesi, vede Gheddafi ancora al suo posto e minacciare l’Italia con l’invio di profughi di ogni nazionalità e tipologia che approda ormai a migliaia al giorno all’isola di Lampedusa, nonostante il pericolo che per molti il Mediterraneo si trasformi in cimitero: quasi seimila gli immigrati annegati nelle traversate in quindici anni. Ma Lampedusa si è trasformata anche in spia dell’immigrazione. E’ sufficiente un significativo nuovo rischio che l’Italia, Paese disunito, litigioso, incurante della programmazione del proprio futuro, afflitto da tanti problemi importanti mai risolti che si riflettono sulla sua credibilità internazionale, sarà il primo a pagarne le conseguenze.
E’ proprio per meglio comprendere queste complesse fenomenologie, che disegneranno il nostro futuro, il dr. Paolo MAGRI terrà la sua relazione.
Pubblichiamo un breve curriculum del Dr. Paolo Magri Direttore Generale dell’ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALE – ISPI
Paolo Magri nato a Bergamo nel 1960; è Direttore dell’ISPI dal 2006 dopo essere stato Segretario Generale dell’Istituto nel periodo 1998-2006.
E’ docente di Organizzazioni Internazionali all’Università degli Studi di Pavia e al Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali dello IULM; Membro della Consulta Tecnica della Fondazione Giordano Dell’Amore (Microfinanza) e International Advisor del CESVI (una delle principali ONG italiane). Dal gennaio 2009 è Segretario del Gruppo Italiano della Trilateral Commission.Dal 1992 al 2005 è stato Direttore delle Relazioni Internazionali all’Università Bocconi di Milano e in precedenza funzionario presso il Segretariato delle Nazioni Unite a New York.E’ stato consulente per diversi Organismi e Imprese internazionali – Ministero degli Affari Esteri italiano Albania), Unione Europea (Polonia), Italcementi (Egitto) – e Direttore del Business Council Italo-Egiziano (2006-2007).
L’accesso alla Sala Assemblee è aperto a tutti previa prenotazione via email: info@itasforum.it
