Il Convegno, con Chairman il dottor Gambescia, Direttore del Messaggero, ha analizzato preminenti fattori di destabilizzazione della sicurezza in ambito nazionale, l’indispensabilità che il principio di sussidiarietà riconosciuto dal trattato dell’Unione Europea di Maastricht, cardine della concezione dello Stato, recepito recentemente nella Costituzione agli art 117 e 118, debba pervadere una nuova Legge sulla security privata, l’esigenza di norme cogenti che disciplinino la tecnologia applicata alla sicurezza (apparecchiature, installatori, centrali di teleallarme, ecc.); l’inevitabilità che gli istituti di vigilanza, dall’arcaica concezione, si trasformino in impresa di sicurezza proiettate in attività economiche finalizzate alla produzione di servizi oltre che tradizionali, a largo spettro di outsourcing, seguendo l’evoluzione e le nuove richieste delle aziende e dello Stato che non può, per ragioni di bilancio, aumentare le Sue Forze di Polizia.
Lo stato dell’arte della Nuova Proposta di Testo Unificato sulla Sicurezza Sussidiaria, che, dopo lunga gestazione, dovrà sostituire la vetusta legge del 1931, è stato illustrato dallo stesso Relatore.
